Cos'è
Cosa fa più male: una ferita o una bugia? Da questa domanda semplice e universale prende vita Come fu che la iena, uno spettacolo che intreccia teatro fisico, maschere, gioco attoriale e canzoni originali eseguite dal vivo, dando forma a una storia divertente, poetica e ricca di colpi di scena.
Sul palco Giada Fasoli e Riccardo Vicardi accompagnano il pubblico in una narrazione dinamica e coinvolgente, capace di alternare comicità, poesia e momenti di grande partecipazione.
Le scene e il disegno luci di Andrea Coppi creano un ambiente essenziale ma suggestivo, mentre le maschere realizzate da Nadezhda Simeonova danno vita a un colorato universo di animali e personaggi.
Gli arrangiamenti musicali di Adele Pardi accompagnano le canzoni originali di Massimo Lazzeri, autore anche della drammaturgia e della regia dello spettacolo.
Liberamente ispirato a un racconto tradizionale della Costa d’Avorio, Come fu che la iena conduce spettatrici e spettatori in un’avventura ricca di umorismo, equivoci e incontri sorprendenti, offrendo al tempo stesso una riflessione sul valore della sincerità e dell’amicizia.
Sulle rive di un fiume, una iena dalla risata contagiosa e una lepre un po’ permalosa trascorrono una tranquilla giornata di pesca.
Ma quella che sembra una discussione senza importanza dà inizio a una catena di eventi imprevedibili: un misterioso tortino compare davanti al palazzo della regina, scattano accuse ingiuste, arrivano strani cacciatori e un intero regno viene travolto dal caos.
Tra inseguimenti, malintesi e situazioni esilaranti, il pubblico incontra una galleria di personaggi irresistibili: una capra vanitosa, una scimmia inconcludente, un pappagallo logorroico, un placido elefante e due mosche fin troppo curiose.
Tra gag comiche, giochi linguistici e momenti di tenerezza, la storia accompagna bambine e bambini verso una scoperta importante: dire la verità richiede coraggio, ma è spesso l’unico modo per ritrovare la fiducia degli altri e custodire le amicizie più preziose.
Uno spettacolo vivace e coinvolgente che, attraverso il divertimento e il linguaggio del teatro, invita i più piccoli a riflettere sul peso delle parole e sull'importanza delle proprie scelte.
L’iniziativa è organizzata dall’Amministrazione Comunale di Sant’Orsola Terme in collaborazione con i Comuni di Palù del Fersina, Fierozzo, Frassilongo e Vignola Falesina, l’Istituto Culturale Mòcheno, APT Valsugana Lagorai, la Comunità Alta Valsugana e Bersntol e la Fondazione Cassa Rurale Alta Valsugana.
L’evento fa parte del progetto “Cultura in Rete”, inserito nel Bando Cultura Sovracomunale promosso dal Servizio Attività e Produzione Culturale della Provincia Autonoma di Trento.